La nomenclatura di Linneo


Il sistema nomenclatoriale, utilizzato per ovviare alla varietà dei nomi comuni usati in ogni paese per le specie animali e vegetali, è stato ideato nel 1753 dal naturalista svedese Carl von Linné (comunemente italianizzato in Linneo). Oggi, per gli animali in generale, i nomi utilizzati sono quelli presenti nella decima edizione del Systema naturae (1758-59) di Linneo.
Il sistema nomenclatoriale di Linneo è conosciuto anche come sistema di nomenclatura binomiale, in quanto associa a ciascuna specie (chiamata anche taxon: qualunque categoria tassonomica, come la classe, il genere, la sottospecie è chiamata in questo modo) due nomi in latino, scritti entrambi in corsivo:
- il primo si riferisce al genere e accomuna le specie che condividono caratteristiche simili. E' un sostantivo al nominativo singolare, scritto con la lettera iniziale maiuscola
es. Papilio machaon

- il secondo nome, invece, è il nome specifico utilizzato per distinguere ciascuna specie dalle altre dello stesso genere. Può essere un sostantivo o un aggettivo e si scrive di regola con l'iniziale minuscola
es. Papilio machaon

E' importante sottolineare come il nome della specie può essere formato anche da due parole, nel qual caso si inserisce un trattino tra i due termini in modo da evitare confusione.
Al nome della specie segue poi quello del suo scopritore, in carattere diritto e solitamente abbreviato, e l'annotazione dell'anno di pubblicazione della prima descrizione accettata della specie
es. Papilio machaon L. 1758 (oppure Linn, Linnaeus o Linné)

I sottogeneri, quando presenti, hanno l'iniziale maiuscola e sono scritti in corsivo. Sono inoltre preceduti dall'epiteto "sect." ("sectus"), oppure si possono citare tra parentesi
es. Vanessa (Pyrameis) cardui

Infine, le sottospecie si indicano facendo seguire un terzo nome dopo quello della specie. Le sottospecie si indicano con una nomenclatura trinomia
es. Papilio machaon aliaska

Fra il nome della specie e quello della sottospecie si può introdurre l’abbreviazione “ssp” o, più modernamente, “subsp” (= subspecies), entrambe in carattere diritto.
Quando viene denominata una specie nuova, essa viene generalmente descritta in base ad un certo numero di esemplari. Uno solo di essi, il tipo, viene poi scelto come quello sul quale verrà giudicata l'identità della specie. Solitamente, il tipo viene cartellinato con un particolare contrassegno (come nella foto a sinistra, su cui è riportata la scritta Lectotype: il lectotipo è, appunto, il tipo di riferimento per l'identificazione della specie).

Spesso il nome delle famiglie presenta la desinenza "-idae". Il nome delle sottofamiglie presenta invece la desinenza "-inae".

Per concludere, è bene dare dei suggerimenti per le situazioni di classificazione più complicate:
- se nella descrizione di un esemplare non si conosce il suo nome specifico, si cita l'ordine o la famiglia di appartenenza; es. Coleoptera acquatici.
- se si conosce il genere ma non la specie, si scrive il primo (iniziale maiuscola), seguito da “sp.” (=
species): es. Limenitis sp. ( = una specie di farfalla non determinata del genere Limenitis).
- se si crede di aver determinato la specie ma non si è sicuri, si scrive “cfr.” (confronta) prima del nome della specie; es. Papilio cfr. machaon
- se si crede che un esemplare sia un ibrido fra due specie, si pone il segno × fra i due nomi, per sottolineare l’incrocio.

Link consigliati: The Linnean Society: collezione di Linneo online